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Il re vanesio - Fiaba ungherese


C'era una volta, al di là dei sette mari, un pover'uomo che aveva tre figli. Un giorno il re proclamò in tutto il paese un editto che diceva:
Sua Maestà si impegna a dare sua figlia in sposa all'uomo che riuscirà a raccontargli una cosa alla quale egli non potrà credere.
Il più grande dei figli del pover'uomo, che si chiamava Péter, lo venne a sapere e decise che sarebbe andato lui dal re.
Arrivato, disse a un servo che voleva parlare al re.
Il re capì subito che cosa voleva quel giovane, ma non disse niente, ordinò solo che lo facessero entrare, perché Dio solo sa già quanti principi erano andati da lui: tanti quante sono le stelle del cielo e i fili d'erba nel prato e ognuno voleva sposare sua figlia!
Ma nessuno ancora era stato capace di raccontare qualcosa alla quale il re non credesse.
Dunque Péter arrivò davanti al re e lo salutò cerimoniosamente
Dio vi conservi a lungo, Maestà!
Anche a te, figliolo! Che cosa ti ha spinto fin qui?
Voglio prender moglie, Maestà.
Bene, figliolo. E che cosa farai con tua moglie?
Dio solo lo sa! La porterò da qualche parte. Mio padre ha una casa e un campicello.
Ti credo, ragazzo disse il re.
E inoltre ha tre buoi.
Ti credo ancora.
Ora, non molto tempo fa il letame ha fermentato tanto ed è cresciuto tanto che non potevamo più entrare nel cortile.
Ti credo.
Un giorno nostro padre ci ha detto: Figli miei, portate questo letame fuori, nel campicello.
Ti credo.
Così noi per due settimane, con due carri, abbiamo portato fuori il letame.
Ti credo.
Ma, per errore, l'abbiamo portato tutto nel campo del vicino.
Ti credo.
Quando successe questo, io, mio padre e i miei due fratelli andammo nel campo.
Ti credo.
E abbiamo preso il campo del vicino dai quattro angoli come una tovaglia e abbiamo versato
il letame sul nostro campo.
Ti credo.
Poi abbiamo sparso la semente sul nostro campo.
Ti credo. E sul campo è cresciuto un bosco così fitto che nessuno ne aveva mai visto uno simile.
Ti credo.
Mio padre a quel punto era molto dispiaciuto di dover tagliare quegli splendidi alberi e comprò un branco di maiali.
Ti credo.
Poi ha preso vostro nonno come guardiano dei porci.
Non ti credo! - gridò il re. Tu menti! Ti manderò alla forca...!
Ma subito il re si ricordò della promessa. Furono chiamati il prete e il notaio, e il giovane figlio del pover'uomo sposò la principessa. Il matrimonio fu così bello che la notizia arrivò fin oltre i sette mari.
E agli orfanelli furono dati da mangiare panini dolci lunghi quanto un braccio, e c'era un mare di minestra per tutti.

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