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Avvento



CHE COSA E' 

C’è chi aspetta una telefonata da una persona cara, chi una lettera da un amico lontano, chi la visita di un parente che non vede da un po’ e c’è chi aspetta il Natale.
C’è chi si mette in moto per telefonare a una persona cara, chi per scrivere una lettera a un amico lontano, chi per visitare un parente che non vede da un po’ e chi per gustare il Natale.
L’Avvento è questo: un’attesa che spezza la quotidianità per far posto a una Luce che giorno dopo giorno illumina e dà significato.

L'Avvento è tempo di attesa:
Attesa e memoria della prima, umile venuta del Salvatore nella nostra carne mortale,
Attesa e supplica dell'ultima, gloriosa venuta di Cristo, Signore della storia e Giudice universale.

L'Avvento è tempo di conversione:
spesso in queste settimane sentiamo risuonare le parole dei profeti e soprattutto di Giovanni Battista: «Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino»! (Mt 3,2). Per questo motivo il colore degli abiti liturgici di Avvento è il viola.

L'Avvento è tempo di speranza gioiosa: 
che la salvezza che Gesù ci ha già donato arrivi alla sua pienezza. Allora sue promesse diverranno realtà e noi vivremo per sempre la gioia infinita che Gesù è venuto a portarci.

L'avvento, e cioè l'Arrivo, è il periodo di quattro settimane che precede il Natale. Fa parte delle festività del ciclo natalizio ed è un periodo di preparazione al Natale.
I popoli di religione cristiana che celebrano la nascita di Cristo si preparano al Natale durante l'Avvento con il digiuno e la preghiera.

LE ORIGINI 

Avvento - adventus, in latino - significa venuta, arrivo. È una parola di origine profana che designava la venuta annuale della divinità pagana, al tempio, per fare visita ai suoi adoratori. Si credeva che il dio, la cui statua era lì oggetto di culto, rimanesse in mezzo a loro durante la solennità. Nel linguaggio corrente, denominava anche la prima visita ufficiale di un personaggio importante, una volta assunto un alto incarico.

Così, alcune monete di Corinto perpetuano il ricordo dell'adventus augusti, ed un cronista dell'epoca qualifica con l'espressione adventus divi il giorno dell'arrivo dell'Imperatore Costantino. Nelle opere cristiane dei primi tempi della Chiesa, specialmente nella Vulgata, adventus si trasformò nel termine classico per designare la venuta di Cristo sulla terra, ossia, l'Incarnazione, inaugurando l'era messianica e, dopo, la sua venuta gloriosa alla fine dei tempi.

Le prime tracce dell'esistenza di un periodo di preparazione al Natale appaiono nel V secolo, quando San Perpetuo, Vescovo di Tours, stabilì un digiuno di tre giorni, prima della nascita del Signore. È sempre della fine di questo secolo la "Quaresima di San Martino", che consisteva in un digiuno di 40 giorni, a partire dal giorno dopo la festa di San Martino. San Gregorio Magno (590- 604) fu il primo papa a redigere un ufficio per l'Avvento e il Sacramentario Gregoriano è il più antico nel predisporre messe specifiche per le domeniche di questo tempo liturgico.

Nel secolo IX, la durata dell'Avvento si ridusse a quattro settimane, come si legge in una lettera del Papa San Nicola I (858-867) ai bulgari. Nel XII secolo il digiuno era già stato sostituito da una semplice astinenza. Malgrado il carattere penitenziale del digiuno o astinenza, l'intenzione dei papi, nell'alto Medioevo, era quella di provocare nei fedeli una grande aspettativa per la venuta del Salvatore, orientandoli in vista del suo ritorno glorioso alla fine dei tempi.

LA CORONA DELL'AVVENTO 

Per segnare l'avvicinarsi del giorno in cui si ricorda la nascita di Cristo, il 25 dicembre, le comunità cristiane del Nord Europa utilizzano la corona dell'Avvento.
Nei Paesi di lingua tedesca il simbolo dell'Avvento è una corona, chiamata "Adventskranz".
La disposizione di quattro ceri su una corona di rami sempre verdi è divenuta il simbolo dell’Avvento nelle case dei cristiani. La corona di Avvento, con il progressivo accendersi delle sue quattro luci, domenica dopo domenica, fino alla solennità del Natale, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza prima di Cristo e simbolo della luce profetica che via via illuminava la notte dell’attesa fino al sorgere del Sole di giustizia (cf. Ml 3, 20; Lc 1, 78). 
La sua origine va ricercata presso i Luterani della Germania orientale. La corona d'Avvento può essere considerata la continuazione di antichi riti pagani che si celebravano nel mese di yule (dicembre) con luci. Nel sec. XVI divenne simbolo dell'Avvento nelle case dei cristiani. Questo uso si diffuse rapidamente presso i protestanti e i cattolici. Successivamente fu impiantato anche in America. La corona d'Avvento è costituita da un grande anello fatto di fronde d'abete (si usa anche il tasso o il pino, oppure l'alloro). E sospesa al soffitto con quattro nastri rossi che decorano la corona stessa. Può anche essere collocata su di un tavolo. 
La tradizione vuole che essa sia di forma circolare poiché il cerchio è, fin dall'antichità, un segno di eternità e unità. Il cerchio non ha inizio né fine. È interpretato come segno dell'amore di Dio che è eterno, non avendo inizio né fine. Il cerchio simboleggia anche l'amore dell'uomo verso Dio e verso il prossimo che non deve esaurirsi mai. Il cerchio riporta ancora l'idea di un "anello" di unione che collega Dio alle persone, come una grande "Alleanza". La corona, che è un segno di regalità e vittoria, annuncia che il Bambino che si attende, è il re che vince le tenebre con la sua luce. 

I rami sempreverdi dell’abete o del pino che ornano la corona sono i simboli della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Questi rami richiamano anche l’entrata di Gesù in Gerusalemme, accolto come Re e Messia e salutato con l’agitare di rami. Ancora oggi la liturgia ambrosiana pone nell'Avvento, il racconto dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. 

Per ornare la corona si usano nastri rossi o violetti: rosso o rosa, simbolo dell’amore di Gesù che diventa uomo; violetto, segno della penitenza e della conversione per prepararsi alla sua venuta. Data la sua origine la corona d’Avvento ha una funzione soprattutto religiosa: annuncia l’avvicinarsi del Natale a tutti coloro che vogliono prepararsi ad esso. 

Le quattro candele... 
Le quattro candele hanno un loro significato e vengono accese una per settimana, ogni domenica, quando la famiglia è riunita. Di solito l’accensione è riservata ai più piccoli, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale:

La prima candela, quella che si accende la prima domenica di Avvento, si chiama Candela del Profeta ed è la candela della speranza. Ci ricorda che molti secoli prima della nascita di Gesù ci furono uomini saggi, chiamati profeti, che predissero la sua venuta al mondo. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe nato a Betlemme.
La seconda candela, chiamata Candela di Betlemme: candela della chiamata universale alla salvezza; ci ricorda la piccola città in cui nacque il Salvatore.
La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, candela della gioia, perché furono i pastori ad adorare il santo Bambino e a diffondere la lieta notizia.
La quarta candela è al Candela degli Angeli per onorare gli Angeli e la notizia che portarono.

IDEE PER REALIZZARE LA CORONA DEL'AVVENTO

IL CALENDARIO DELL'AVVENTO
L'avvento, un periodo di attesa e riflessione che precede il Natale, costituito dalle quattro settimane precedenti il 25 dicembre (data attribuita per convenzione alla nascita di Gesù). Nella tradizione dei popoli centro europei di matrice tedesca, usanza diffusa oggi in tutta Europa, è tipico rappresentare i 24 giorni di Dicembre precedenti il Natale, in un calendario detto appunto dell'avvento; ogni giorno si apre una finestrella fino ad arrivare alla tanto attesa vigilia. Sotto la finestrella, possiamo trovare una gradita sorpresa che va dal classico cioccolatino dalle forme più varie (stella, abete, pallina colorata...) al disegno colorato fino ad un piccolo gioco. E' dunque un gradito passatempo soprattutto per piccoli, non disdegnato però nemmeno dai grandi. Ne esistono infatti di varia fattura, in grado di accontentare anche gli intenditori più esigenti. Alcuni sono delle vere e proprie opere d'arte, realizzati per esempio in legno con tanto di dipinti fatti a mano al posto dei classici disegnini stampati.
Nonostante la sua ampia diffusione, il calendario dell'avvento non ha un'origine poi tanto remota. Essa si fa infatti risalire al XIX secolo, nei paesi di cultura protestante, dove già erano diffuse alcune usanze che lo hanno anticipato: appendere nelle case 24 disegni, segnare sui muri con un gessetto bianco 24 segni che i piccoli cancellavano giorno dopo giorno o mettere 24 fili di paglia nel presepe, uno per ogni giorno dell'avvento. Di analogo significato era la candela dell'avvento: una grossa candela su cui venivano incise 24 tacche che venivano bruciate al ritmo di una per sera. Comunque, il primo calendario dell'avvento fatto in casa, attualmente ritrovato, risale al 1851 mentre nel 1902 , ad Hamburg, la libreria evangelica pubblicò il primo calendario stampato, rapppresentante un orologio natalizio per bambini. 


Gerhard Lang è da tutti considerato il produttore del primo calendario dell'Avvento stampato agli inizi del 1900. Nello stesso periedo, un giornale tedesco incluse un inserto con un calendario dell'Avvento come regalo per i suoi lettori. Lang realizzò il suo calendario ispirandosi a quello che la madre realizzava per lui, ritagliando ventiquattro immagini che poi attaccava su un pezzo di cartone. Lang modificò i suoi calendari per includere le porticine,ogni giorno se ne apriva una che nascondeva un pezzetto di cioccolata. La produzione venne interrotta a causa di una carenza di cartone durante la seconda guerra mondiale, ma riprese subito dopo, con Richard Sellmer che divenne il principale produttore di calendari dell'Avvento commerciale.
Considerato un modo divertente per fare il conto alla rovescia dei giorni fino a Natale, molti calendari dell'Avvento oggi non hanno nessun contenuto religioso ed accanto a quelli tradizionali raffiguranti angeli e personaggi biblici, ci sono quelli le cui porte si aprono per mostrare orsacchiotti, pezzi di cioccolato, o piccoli doni.
Da allora quello dei calendari dell'avvento è diventato un vero e proprio settore, tanto che se ne possono trovare diversi persino nei piccoli supermercati o nelle botteghe di paese. Mancano pochi giorni al primo dicembre, voi avete il vostro?


LA STORIA DEGLI ANGELI DELL'AVVENTO 

Gli angeli dell'Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.



L'angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E' vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.

L'angelo rosso. Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L'angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po' di amore… Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l'amore.

L'angelo bianco. Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l'amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell'Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l'amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l'amore nel cuore possono vedere l'angelo bianco… Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.

L'angelo viola. Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L'angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d'oro. Manca poco all'arrivo del Signore. Il colore viola è formato dall'unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l'amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi. 

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