Pioppo (di Ada Negri )



Sotto la brina il pioppo è di cristallo: 
se lo tocchi l'infrangi; e piomba al suolo 
con tintinnio di frantumate lastre. 

Lo diresti un altissimo zampillo 
che un incanto inventò; ma dentro è vivo, 
e lo strazia desìo di primavera. 

« Oh, mai più tornerà la primavera, 
pensa. - Mai più. Son vecchio. 
Non mi resta foglia sui rami, 
uccello che mi canti 
in vetta, linfa nelle vene, strido 
di cicala sul tronco. E ciascun giorno 
che passa, accresce il gelo; e già mi sento 
vicino a morte ». 

Ma un mattino, il sole 
rompe l'algore: scioglie in molle pianto 
sugli stecchiti rami il vel di ghiaccio: 
torna la linfa e il verde: giovinezza 
ritorna, e n'ha sì gran sorpresa il pioppo 
ch'ogni sua foglia, anche se tace il vento, 
trema di gioia: anche la notte, in sogno, 
trema di gioia in ogni foglia il pioppo.

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