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Festa del papà


Il 19 marzo ricorre, in concomitanza con la festa di San Giuseppe, la festa del Papà. 
Questa coincidenza non è un caso; da un lato perché il santo incarna la figura del padre e del marito atavico, (essendo il marito della vergine Maria e il padre di nostro signore Gesù cristo), e dall'atro perché nella tradizione popolare protegge oltre che i poveri anche gli orfani, le ragazze nubili, e, in virtù della sua professione, anche i falegnami (non a caso questi ultimi sono i principali promotori della sua festa). 

Le origini della festa pare vengano dai lontani Usa. E’ qui che una giovane donna decise di dedicare un giorno speciale a suo padre. Da allora sono passati ben due secoli. 

Quando la festa fu esportata in Italia si decise di differenziarla dalla gemella statunitense la quale l’associava al compleanno del Signor Smart che ricorreva a giugno. Si decise infatti di festeggiarla il giorno di san Giuseppe e di proclamarla come festa nazionale.

La festa di San Giuseppe è caratterizzata da alcune manifestazioni , alcune sono ancora in vigore , altre pare siano cadute in desuetudine. 
Le origini della festa del papà 

Le origini della festa del papà si perdono nella notte dei tempi, e come tutte le tradizioni e le leggende, è avvolta dal mistero. 

Le antiche origini, risalgono ai tempi dei babilonesi, quando un giovane ragazzo dal nome Elmesu scrisse al padre, quasi 4.000 anni fa, su una piastra di argilla un messaggio di augurio di buona salute e per una vita duratura. 

Secondo alcune fonti, l'usanza di festeggiare la festa del papà ebbe inizio in Olanda nel 1936 e in occasione di questa festa i padri intraprendevano una gita per soli uomini. 

Oggi, tuttavia, la cosiddetta festa del papà viene celebrata più o meno frequentemente solo in alcuni Paesi europei, in giorni diversi e in modo differente da un nazione all'altra. Nei paesi anglosassoni, la festa del papa' ricorre a Giugno e non ha alcun legame con alcun santo. 

In Olanda, viene festeggiata il 18 Giugno. Secondo questa stessa tradizione, riconosciuta anche dai Paesi Bassi, l'idea di creare un giorno per i bambini che possono onorare il loro padre nacque nel 1909 a Spokane, Washington (USA), da una donna, Sonora Smart Dodd, mentre stava ascoltando il sermone nel giorno della festa della mamma. 

Sonora fu cresciuta dal padre, Henry Jackson Smart, dopo che la madre mori' e volle far conoscere a tutti quanto questo premuroso genitore fosse importante per lei. Un genitore che le fece anche da madre, e che era coraggioso, altruista e soprattutto amorevole. 

Fu scelta la data del 19 Giugno, proprio perchè il padre di Sonora nacque nel Giugno del 1910. La prima festa del papà fu celebrata proprio il 19 Giugno 1910 a Spokane, Washington (USA). 
Le rose sono il simbolo di questa festa, rosse, se il genitore e' ancora in vita, bianche, in caso contrario.

La data in generale varia da Paese a Paese. 

Pochi paesi nel mondo festeggiano la festa del papà il 19 marzo. In effetti l’origine di questa data risale ad un’usanza cattolica di associarla alla ricorrenza di San Giuseppe, padre putativo di Gesù. Così, paesi di tradizione cattolica come la Spagna festeggiano questo stesso giorno. Nella maggioranza dei paesi invece la festa del papà cade la terza domenica di giugno. 

Negli Stati Uniti dal 1924 fu dichiarata festa nazionale e durante la presidenza Johnson si stabilì che fosse la terza domenica di giugno. I paesi che si rifanno alla tradizione statunitense sono molti, tra i quali Cuba, Francia, Ungheria e Venezuela. In America del Sud, il giorno del papà è una ricorrenza molto sentita: si festeggiano i papà ed anche gli zii ed i nonni ed è tradizione fare un regalo. In Argentina si festeggiò la prima volta il 24 agosto 1958, in corrispondenza dell’anniversario di José di San Martin, il padre della patria; dall’anno successivo la festa del papà si festeggia come negli Stati Uniti.

La festa di San Giuseppe 

La Chiesa cattolica ricorda san Giuseppe il 19 marzo con una solennità a lui intitolata. I primi a celebrarla furono monaci benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399. Venne infine promossa dagli interventi dei papi Sisto IV e Pio V e resa obbligatoria nel 1621 da Gregorio VI. I papi Pio IX e Pio XI inoltre consacrarono il mese di Marzo a san Giuseppe. 

La festa di San Giuseppe che si celebra il 19 Marzo ha origini molto antiche, che risalgono alla tradizione pagana. Il 19 Marzo è a tutti gli effetti la vigilia dell’equinozio di primavera, quando si svolgevano i baccanali, i riti dionisiaci volti alla propiziazione della fertilità. Nel mese di Marzo venivano svolti anche i riti di purificazione agraria. 

Tradizioni 

Poiché la festa di San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano , in questa occasione si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe.

San Giuseppe, oltre ad essere il patrono dei falegnami e degli artigiani, è anche il protettore dei poveri. Proprio per questa ragione alla festa di san Giuseppe è legato anche il pane, spesso deposto sugli altari. 

Poiché in questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata la richiesta di un riparo per il parto e poiché questo atto viola due sacri sentimenti: l'ospitalità e l'amore familiare, esso viene ricordato in molte regioni con l'allestimento di un banchetto speciale.  In Sicilia e nel Salento sono diffuse usanze denominate “Tavole di San Giuseppe”: la sera del 18 marzo le famiglie che intendono assolvere un voto o esprimere una particolare devozione al santo allestiscono in casa un tavolo su cui troneggia un’immagine del santo e sul quale vengono poste paste, verdure, pesci freschi, uova, dolci, frutta, vino. Sono poi invitati a mensa mendicanti, familiari e amici, tre bambini poveri rappresentanti la Santa Famiglia. Si riceve il cibo con devozione e spesso recitando preghiere, mentre tredici bambine con in testa una coroncina di fiori, dette “tredici verginelle”, cantano e recitano poesie in onore di S. Giuseppe. Talvolta è un intero quartiere a provvedere e allestire le tavole all’aperto.


Alimento tradizionale di questa festa sono le “frittelle” a Firenze e a Roma, chiamate “zeppole” a Napoli e in Puglia, “sfincie” a Palermo. In Canton Ticino sono tradizionali i “tortelli di San Giuseppe“. 

Fonti: 

parlandosparlando.com
italiaculturale.it
frasionline.it
bebeblog.it




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