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Duemila tagliatelle di Francesco Pisarri


Un marito aveva una volta una moglie stolta. Un giorno le disse: Moglie mia, stamane cuoci due ceci. E la donna mise in pentola proprio due ceci. Bu, bu, bu! Il paiolo bolliva cantarellando e la donna pensò: Saranno cotti? Ne tirò fuori uno, lo spezzò e ne assaggiò la metà. Non erano cotti. Bu, bu, bu! Il paiolo seguitò a bollire, ed ella tornò dopo un po' ad assaggiare l'altro mezzo cece. Eran cotti. Venne il marito: Ah! Ah! proprio, ve', voglio mangiar con gusto questi due ceci! Sì, stava fresco! La moglie voltò il paiolo, e nel gran mare di broda venne a galla... l'unico cece rimasto. Ma in nome di Dio, quanti ne hai cotti? Oh, marito mio, tu mi hai detto due ceci e io due ne ho cotti. Ne ho assaggiato prima mezzo, poi l'altro mezzo, e ce n'è restato uno solo. Il giorno dopo il marito disse: Fammi due tagliatelle; ma non due, ve', duemila! E la moglie, svelta, prese la farina, l'impastò, la spianò, la tagliò. Fece cento tagliatelle e le posò sul tavolo. Ne fece altre cento e le posò sulle sedie, altre mille sul letto, altre ottocento sulla cassa, sui cassettoni, da per tutto. Il marito tornò stanco dal lavoro. Ah! moglie mia! Sono stracco morto! e fece per prendere una sedia. Ma la moglie: Per carità, non vedi che ci son tagliatelle? Fece per prenderne un'altra. Ma la moglie: Piano, che ci son tagliatelle. Andò verso la cassa: Oh Dio, che ci son tagliatelle! Mi stendo sul letto disse allora il disgraziato. No, che ci son tagliatelle! E il pover'uomo, disperato, si sedette per terra...

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