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Due sognatori



C'era una volta un uomo che faceva bellissimi sogni tutte le notti. Poi si alzava e.... ma facciamo un esempio.
Una mattina il signor Proietti si svegliò e chiamò la moglie:
- Presto, vestiti, andiamo in campagna.
- E dove?
- Perbacco, ma sul Lago Maggiore, nel nostro nuovo villino.
- Villino?
- Insomma, sei proprio tonta: quel villino con un bel portico davanti e un pergolato d'uva in giardino.
- Te lo sei sognato per caso?
- Appunto, me lo sono sognato. e ora voglio andarci a passare una quindicina di giorni. 

La signora Proietti ebbe un bel protestare: dovette rassegnarsi a fare le valigie per andare in campagna.
Prima di sera avevano fatto il giro di tutto il Lago Maggiore, compresa la sponda svizzera, ma del villino sognato nessuna traccia.
- Vedi,- disse la signora Proietti,- era soltanto un sogno.
- Non capisco,- borbottò il signor Proietti,- possibile che abbiano rubato un villino intero, compreso il portico e il pergolato?
Una volta il signor Proietti sognò di parlare correntemente il bulgaro. Corse in libreria, comprò due pacchi di libri scritti in bulgaro e giunto a casa cominciò a sfogliarli ansiosamente.
- Strano,- dovette ammettere poco dopo,- non ci capisco piú una parola. Da quando mi sono svegliato sono passate soltanto due ore: possibile che in due ore si possa dimenticare totalmente una lingua straniera? 

Il signor Proietti continuò così per anni a scambiare i suoi sogni con la realtà, finché una mattina - dopo aver sognato di volare con l'ombrello - si gettò da una finestra del primo piano appeso al parapioggia di sua moglie e si ruppe una gamba. 
Guarì in poche settimane. Guarì dalla frattura della gamba e dalla sua fede nei sogni, contemporaneamente. Sognava ancora, ma appena sveglio cercava di dimenticare quello che aveva sognato. Sognava anche a occhi aperti, ma appena se ne accorgeva si scuoteva tutto, come fanno i cani quando escono dall'acqua e vogliono asciugarsi il pelo.
Dimagriva, diventava triste, non parlava più con nessuno. suo figlio, che al principio della storia era un bambino, e non ne avevamo parlato per non complicare inutilmente le cose, crebbe, si fece un bel giovanottone, allegro, studioso, sportivo, una perla di ragazzo. Ma, per il padre, egli era troppo sognatore.
-Ah,- diceva il ragazzo,- come sogno un bel viaggio! Vorrei fare il giro di tutta l'Europa, dal Portogallo agli Urali.
- Svegliati,- lo ammoniva il padre.- non fare come me.
Il giovanotto, invece di svegliarsi, fece la valigia e partì con l'autostop, e quando tornò aveva girato davvero tutta l'Europa.
- Ah,- diceva poi - come sogno di andare sulla Luna!
- Svegliati,- gli diceva il padre,- non confondere i sogni con la realtà. Certe confusioni sono pericolose.
Il giovanotto, invece di svegliarsi, continuò a fare confusioni, e ne fece tante che alla fine diventò astronauta, andò sulla luna e anche più lontano.
Il signor Proietti, però, parlando di lui, diceva sempre: - Un gran bravo figliolo, ma è troppo sognatore. Se ne accorgerà, se ne accorgerà. 

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