I rocchetti





Si tratta di piccoli cilindri in legno, con bordi rialzati per trattenere il filo del cotone di cui sono avvolti. Un foro all'interno serve per infilarli sulle macchine da cucire. Supporti, oggi quasi introvabili, per avvolgervi il filo da cucito. In ogni casa si cuciva, pertanto capitava spesso di averne a disposizione e - viste le ampie possibilità di riutilizzo - non venivano certo gettati via. Se li ricordano i bambini di ieri che ne ricavavano diversi giochi, tutti notevoli per l'ingegnosità delle soluzioni tecniche.

Nelle nostre campagne era comune l'uso di trasmettere di padre in figlio piccoli trucchi che trasformavano meravigliosamente i piccoli rocchetti in qualcosa di molto più importante (trottole, biciclette, trattori, ecc.). Il trattore è un classico tra queste piccole cose e merita un'attenzione particolare. E' una macchina semovente alla quale la fantasia del bambino può attribuire valenza di trattore o di carro armato, a seconda delle inclinazioni personali, mentre la tecnica di costruzione resta la stessa.

Indicazioni tecniche 


Occorrono uno o più rocchetti, un po' di cera o una scheggia di sapone, un piccolo chiodo (non indispensabile), due fiammiferi o due legnetti tagliati: uno più lungo (circa due volte il diametro del rocchetto), e uno più corto.

Con un temperino si incidono piccoli denti sui bordi del rocchetto in modo da simulare i cingoli del trattore.


Si prepara poi un piccolo disco forato che fungerà da frizione utilizzando la cera o il sapone. Ovviamente la cera va lavorata a caldo, mentre il sapone richiede molta delicatezza perchè si rompe facilmente.

E' ora il momento del montaggio. Si infila l'elastico attraverso il foro centrale del rocchetto e lo si trattiene da una parte con il legnetto o il fiammifero più corto, fissato a sua volta in una leggera scanalatura o dal piccolissimo chiodo. Dall'altra parte sarà inserito il fiammifero più lungo, interponendovi la frizione. 

La macchina può ora funzionare: basta roteare il legnetto più lungo in modo che l'elastico si attorcigli su se stesso. Così si carica, immagazzinando energia che sarà poi liberata lentamente grazie all'azione frenante della frizione. Il legnetto più lungo, appoggiandosi al terreno, spingerà avanti il mezzo. Piano piano, lo si vedrà muoversi ed arrampicarsi su piccole salite.


Al modello base, possono essere collegati altri rocchetti che si muoveranno con ingegnosi sistemi di ingranaggio.

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