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Settembre la stella alpina

Narra una leggenda ladina che in un paesino ai piedi di un monte viveva un giovane mugnaio, CEPIN, innamorato della bella e superba figlia del borgomastro. Quando CEPIN si dichiarò, lei, che non lo riteneva alla sua altezza, lo sfidò a portarle l'acqua della vita. Era un'impresa impossibile perché quell'acqua sgorgava da una fonte sulla cima della montagna ed era protetta da nani malvagi. Ma CEPIN non si spaventò, prese una borraccia e scalò il monte. Arrivato in cima, vide la sospirata fonte e si avvicinò per riempire la borraccia, ma la superficie dell'acqua era liscia e dura come il vetro. Disperato, CEPIN disse che quell'acqua non era di vita, ma di morte, perché lui sarebbe morto, senza la fanciulla che amava.
Come per magia l'involucro duro si dissolse facendo apparire una distesa di fiori bianchi e vellutati a forma di stella. CEPIN ne colse un mazzolino e fece per andarsene, ma i nani lo catturarono e lo scagliarono giù dalla montagna. Mentre precipitava, le stelle gli sfuggirono di mano e si persero fra le rocce, dove da allora fioriscono ogni estate. Uno di quei fiori, però, si fermò sul cuore di CEPIN, salvandogli la vita. Dopo la brutta caduta, CEPIN capì che non valeva la pena di rischiare la vita per una donna capricciosa, così sposò una brava ragazza modesta e gentile.
E non se ne pentì mai.

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