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Le caprette e il lupo (fiaba Russa)


Nella steppa russa sorgono numerose le isbe, cioè le capanne dei contadini che hanno tetti rossi e spioventi e un'apertura nella porta, a forma di cuore. In una di queste isbe viveva felice Mamma Capra con le sue tre figliole. Le caprette erano molto giovani, sulle loro fronti non si ergevano ancora le corna: non avrebbero potuto, perciò, difendersi dal Lupo Grigio, il feroce lupo della steppa. Così restavano sempre chiuse nell'isba, e fuori andava soltanto la mamma. Ogni mattino metteva il cappellino di paglia ornato di nastri e di fiori, e ripeteva le solite raccomandazioni:

- Non aprite a nessuno, perché potrebbe essere il Lupo Grigio, che è feroce e sempre affamato e farebbe di voi un sol boccone: Io tornerò verso sera e vi chiamerò dalla strada: voi riconoscerete la mia voce e le mie parole.

Mamma Capra si allontanava verso i prati fioriti e le tre figliole rimanevano a guardarla. Poi richiudevano la porta, davano tanto di catenaccio, e passavano tutta la giornata a dormire e a giocare in attesa del suo ritorno.Verso il tramonto la mamma ricompariva e si avvicinava alla porta cantando: 

"Caprettine, caprettine, vostra madre è arrivata. Ha mangiato l'erbetta tenera; e vi porta il buon latte ed erbe succulente. Aprite, caprettine, aprite alla mamma!".

Le tre caprette riconoscevano la voce dolce della loro mammina e aprivano subito, festeggiandola poi in mille modi. Succhiavano il buon latte, mangiavano le erbe odorose, poi giocavano, cozzavano, si inseguivano, fino a quando non veniva l'ora di andare a letto.

Vivevano così felici e in pace; ma il cattivo Lupo Grigio, il lupo della steppa sempre affamato, che aveva i fianchi scarni e gli occhi di fuoco, pensava che le tre caprette sarebbero state tre bocconcini deliziosi.

Ma le caprette erano troppo guardinghe, e mamma capra troppo coraggiosa e forte, perché il Lupo Grigio riuscisse a impadronirsene con violenza; decise perciò di ricorrere all'astuzia, e un mattino, vista allontanarsi Mamma Capra, si avvicinò alla porta dell'isbe e incominciò a cantare con voce melliflua: "Caprette, caprette, vostra madre è arrivata. Vi ha portato il buon latte. Aprite subito subito!".

Ignorava però che si trattava di tre caprettine ubbidienti, le quali non avevano dimenticato le raccomandazioni ricevute. Si insospettirono... Quella voce cavernosa non somigliava proprio per niente alla voce della loro mamma: e in oltre le parole erano diverse!

- Non apriremo - risposero. - La voce di nostra madre è dolce e gentile, mentre la tua sembra quella del Lupo!e le parole non sono le stesse.

Il Lupo Grigio rimase male e si allontanò rimuginando qualche altra astuzia. Prima di tutto avrebbe ascoltato bene la canzone di Mamma Capra per impararla a memoria; poi sarebbe andato dal fabbro ferraio per farsi fare un apparecchio da mettere in gola, capace di rendere la voce dolce e gentile.

Cosi fece. Per qualche sera si appiattò nei dintorni dell'isba e ascoltò attentamente le parole di Mamma Capra. Così le imparò a memoria. Poi si presentò al fabbro ferraio. Il fabbro si spaventò moltissimo, vedendo arrivare davanti la sua bottega il Lupo della steppa, dai fianchi incavati per l'eterna fame, e rimase a guardarlo con gli occhi sbarrati per il terrore, con il martello in pugno.

- Voglio un apparecchio così e così - spiegò il lupo. - Se non me lo preparerai per domattina, ti divorerò.

Il fabbro indovinò che il lupo voleva quell'apparecchio per compiere qualche altra malefatta, ma era troppo spaventato per rifiutare. Preparò il congegno, e all'indomani lo consegnò al lupo senza pretendere nemmeno il compenso.

Il lupo se lo infilò in gola e si accorse con soddisfazione che la sua voce, adesso assomigliava in modo sorprendente a quella di Mamma Capra. Senza mettere tempo in mezzo, spinto dalla bramosia e dalla fame, corse all'isba delle caprette, sedette fuori della porta e incominciò a cantare: "Caprettine, caprettine, vostra madre è arrivata. Ha mangiato l'erbetta tenera, e vi porta il buon latte..." e così via fino in fondo, ripetendo le parole a puntino.

Le caprette, dentro l'isba, udirono la canzoncina, e il loro primo impulso fu correre ad aprire. Ma...erano caprette prudenti e ubbidienti: e poi, erano appena le quattro del pomeriggio e la mamma non rincasava mai a quell'ora! La maggiore propose alle altre:

- Mi affaccerò alla finestra perché, prima di aprire, voglio vedere chi è.

Si affacciò e vide che chi cantava dolcemente, fuori della porta, era ancora il lupo! Comunicò la notizia alle sorelle, e tutte tre rimasero strette strette l'una all'altra ad aspettare tremando il ritorno della mamma vera!

Il lupo si sgolò fino al tramonto, ma inutilmente. E quando vide arrivare Mamma Capra con i suoi cornetti aguzzi e minacciosi che sbucavano dal cappellino in fretta con la coda fra le gambe. Le caprette raccontarono la paurosa avventura, e Mamma Capra le lodò molto, tutta contenta. Ora sapeva che le sue tre figliole erano davvero prudenti e ubbidienti, e che perciò il lupo della steppa, per quando tramasse, non avrebbe potuto mai distruggere la loro felicità.

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