Home » , » Mammiferi in letargo

Mammiferi in letargo


Il RICCIO in Novembre, si addormenta nel suo nido di foglie, ma durante le giornate di bel tempo, si risveglia e compie brevi spostamenti alla ricerca di cibo. A Marzo termina il periodo di letargo.

Il GHIRO ha un sonno profondissimo da settembre ad aprile, tanto che può essere preso in mano
senza che manifesti alcuna reazione. Per il lunghissimo periodo di letargo (sei o sette mesi) ha
ricevuto, in tedesco, il nome di «Siebenschliifer», che letteralmente significa «che dorme sette mesi».

Perché il ghiro si è guadagnato la fama di superdormiglione? Innanzitutto perché è un animale notturno e durante il giorno nelle stagioni tiepide e calde dorme rimanendo nascosto nelle cavità degli alberi, nei nidi artificiali degli uccelli, nelle fessure dei muri e delle rocce. Vive, infatti, preferibilmente nei boschi luminosi di latifoglie o conifere. Ma è facile trovarlo anche nei frutteti e nei vigneti e in soffitte e granai. Proprio quando noi umani dormiamo lui invece si riattiva alla ricerca di cibo. I suoi piatti preferiti sono foglie, cortecce, frutti con o senza guscio, uova e
piccoli uccelli. È decisamente agile, ma mai quanto uno scoiattolo, nel saltare di ramo in ramo. Durante l'autunno il ghiro si dà alla caccia grossa e accumula nella tana le provviste vegetali che consumerà durante i brevi risvegli che interromperanno il letargo invernale. Nelle annate particolarmente fredde può restare in letargo nella sua tana per sette mesi circa. Il letargo del ghiro inizia infatti a metà ottobre e termina a metà maggio. Finito il letargo, in primavera, inizierà la sua riproduzione.

Il ghiro è un animale molto rumoroso sia quando è in attività sia quando sta riposando di giorno (se disturbato emette degli squittii). Ma non solo: quando si sente in pericolo la sua postura di allarme consiste nel mantenere il corpo eretto, emettendo un ronzio che ricorda il rumore di un alveare e battendo contemporaneamente le zampe anteriori, come un applauso.


L'ORSO sonnecchia irregolarmente da ottobre-novembre a febbraio-marzo, ritirandosi in una
caverna, ma talvolta riparandosi semplicemente sotto un tronco d'albero caduto a terra. Vive consumando la sua riserva di grasso, tuttavia, se il tempo si riscalda, esce per brevi passeggiate durante le quali si ciba di ciò che gli capita a tiro.
Tra i mammiferi è sicuramente uno dei più abili, se abilità si può chiamare la capacità di dormire così a lungo. L’orso riesce a stare tutti i mesi dell’inverno in uno stato di vera e propria ibernazione, la temperatura corporea si abbassa di circa 6-7 gradi, ma in maniera ciclica, ossia, una volta scesa troppo, circa a 30 gradi, gli orsi iniziano a tremare e riacquistano la temperatura originaria, prima di iniziare un altro ciclo di raffreddamento, il battito cardiaco, passa da 55 battiti a 14 al minuto, con pause senza pulsazioni anche di 20 secondi.
Al risveglio il gigante non subisce nessun danno: ha perso peso ma non massa muscolare ed è quindi perfettamente in forma. 

La MARMOTTA è, con il ghiro, il più caratteristico mammifero che cade in letargo. Anche le marmotte possono essere toccate e addirittura trasportate senza che si risveglino.
Le marmotte delle Alpi (Marmota marmota) già a settembre iniziano a prepararsi al letargo. Le profonde (anche due o tre metri) tane invernali vengono riaperte e ripulite. Le marmotte hanno un gran da fare per rendere confortevole il loro giaciglio: le tane oltre che profonde possono essere larghe anche una decina di metri. Con i denti trasportano il fieno nella tana e lo dispongono a strati. Il fieno servirà loro da materasso: qui dormiranno acciambellate con il corpo stretto fra le zampe posteriori. Tra un lavoro e l'altro i simpatici animaletti mettono su peso: iniziano a mangiare a più non posso per accumulare il grasso per quando arriverà il letargo vero e proprio.
Quando il freddo inizia a farsi sentire e il "sonno" pure, le marmotte chiudono l'ingresso della loro tana con un tappo costituito da paglia, terriccio e rametti. Il letargo può avere così inizio. Ma non sarà un letargo solitario: nella tana possono restare a dormire anche una quindicina di marmotte. 
Il sonno delle marmotte può durare anche sei mesi e viene interrotto solo di tanto in tanto per le necessità fisiologiche o se la temperatura interna della tana scende sotto i 7 gradi. In quel caso la marmotta si sveglia e va a cercare un riparo più efficace. 
La marmotta dell'Alaska (Marmota broweri) detiene il record di letargo: a differenza di quella alpina può dormire fino a 9 mesi. Durante il letargo la temperatura corporea scende da 35 a 5 gradi, il cuore rallenta da 130 a 15 battiti al minuto e la respirazione si fa lentissima e appena percettibile. 

Quando si sveglia, in primavera, la marmotta è molto magra. Un letargo così lungo l'ha decisamente provata!

Il CRICETO, agli inizi di ottobre, tappa innanzitutto le due aperture della sua tana, e vi si ritira.
Durante l'inverno si sveglia ogni tanto per mangiare le provviste stipate nell'abitazione (il sonno non dura piu di cinque giorni consecutivi). Verso febbraio o marzo riprende le attività all'esterno.



SHARE