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Il pescatore e il pesciolino



Un pesciolino distratto, andandosene in giro per il fiume, una mattina si trovò preso, prima ancora di accorgersene, dalla canna di un pescatore.

Cercò in tutti i modi di divincolarsi, ma ogni sforzo fu inutile: l’amo a cui aveva abboccato lo trascinava fuori dall’acqua. Il pescatore appena vide il pesce pensò:

-Com’è piccolo, ma anche il poco però serve- e sistemò il pesce in fondo alla sua cesta. Il pesciolino intanto pensava al modo di salvarsi. Dalla cesta era ormai impossibile scappare e si rivolse quindi al pescatore dicendo:

-Che cosa te ne fai di un pesciolino come me? Sono così piccolo che non valgo proprio niente. un pesciolino come me non ti basta neppure per stuzzicare l’appetito. Non tenermi nella tua cesta. Laciami andare e io ti prometto che quando sarò un bel pesce grosso e appetitoso tornerò ad abboccare e tu potrai così fare un bel pranzo!-

Il pescatore non lo ascoltava neppure e continuava a pescare cercando di prendere qualche altro pesce senza dare peso alle parole del pesciolino.

Questo intanto insisteva affannato e boccheggiante:

-Ti giuro che se mi lasci andare tornerò. Non mi ci vorrà molto per crescere. Ci rivedremo molto prima di quanto tu credi. Tu vieni sempre da queste parti a pescare e ci daremo un appuntamento. Allora si che sarò un bel boccone per te. Adesso invece ce ne vogliono tanti come me per riempire un solo piatto.-
Quando fu stanco di ascoltare le lamentele del pesciolino il pescatore gli disse:

-Tu credi di essere furbo, caro il mio pesciolino. Ma io sono più furbo ti te e ti mangerò anche se sei piccolo e poco saporito. Non sono certo tanto stupido da pensare che se ti lascio andare ti lascerai acchiappare un’altra volta. Meglio avere in mano un pesce piccolo oggi, anzichè sperare di averne uno grosso domani. Io mi accontento del poco che riesco a pescare ogni giorno: quello che ho già nella cesta almeno è sicuro, quello che riuscirò forse a pescare domani non mi dà nessuna certezza-.

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