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Il signor Goloso (di R. Hargreaves)


Al signor Goloso piaceva mangiare e più mangiava più diventava tondo e più ingrassava più gli veniva fame, e più gli veniva fame più lui mangiava. 

Egli abitava in una casina che gli assomigliava in tutto: era una casina rotondetta e grassoccia.
Un mattino il signor Goloso si svegliò molto presto s'alzò, scese le scale e si preparò una colazione abbondantissima: quattro fette di pane tostata un pacco di fiocchi d'avena, un litro di latte, una zuccheriera piena di zucchero tre uova sode, un panetto di burro un barattolo di marmellata.

Dopo aver mangiato fin le briciole di quell'abbondante colazione, il signor Goloso s'appoggiò allo schienale della sedia e cominciò a pensare. «Bene, bene, che cosa potrei mangiare a pranzo?».
E per farsi venire appetito decise di andare a fare una passeggiata. Cammina, cammina a un certo punto si trovò davanti a una caverna. Il signor Goloso che era anche curioso entrò nella caverna scura.
Salita un scala formata da altissimi gradini si trovò di fronte un'enorme porta. E apri e si trovò nella stanza più grande del mondo: il pavimento era vasto come un campo, il tavolo era alto come una casa, le sedie sembravano alberi. 

Dal tavolo giungeva un delizioso profumino.
Il signor Goloso riusci ad arrampicarsi su una sedia e da li raggiunse il tavolo. Scoprì cosi la fonte di quel delizioso profumo; su un enorme piatto c'erano enormi salsicce grandi come cuscini, enormi patate grandi come palloni, enormi piselli grandi come cavoli

Il signor Goloso corse verso il piatto e cominciò a mangiare, ma all'improvviso si trovò prigioniero di una mano gigantesca. Era proprio la mano di un gigante!
«E tu» tuonò il gigante «chi sei?»
Il signor Goloso terrorizzato balbettò «Go lo.. so..»
«Goloso di nome e di fatto!» urlò il gigante «Meriti una lezione». E lo costrinse a mangiare tutto quello che c'era nell'enorme piatto
Dopo aver finito il signor Goloso stette male, gli sembrava di scoppiare.
«Devi promettermi che non sarai più goloso» disse il gigante.
«Oh, si, si prometto» piagnucolò il signor Goloso
«Bene, ora puoi andare» disse il gigante.
Il signor Goloso scese dal tavolo e usci dalla porta, sentendosi molto grasso e molto infelice.
Da quel giorno mantiene la promessa ed ora è magro come un grissino.

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