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Il Natale dell'anno prossimo o quello del futuro? (Claudio Rinaldi)


C'era una volta un bambino, di nome Jean Paul, che festeggiava il Santo Natale, insieme ai suoi genitori, in una lussuosa casa. Sotto il grande, elegante e luminoso albero, situato al centro del salone, c'erano una miriade di pacchi di dimensioni diverse. Il pacco più grande era destinato al bambino. Jean Paul era felicissimo ed, allo stesso tempo, molto curioso del suo regalo di Natale. 

Incominciò a scartare quell'enorme pacco. Come per magia si ritrovò in una piccola casa davanti ad un albero con poche ed insignificanti luminarie. Jean Paul vide una bambina che apriva un minuscolo pacco. 'Sarà il suo dono di Natale', pensò. Si avvicinò lentamente. 

"Chi sei? Dove sono?" chiese Jean Paul. 
"Sono Marie e, sei nella mia casa", rispose la bambina. 
"Fino a qualche secondo fa ero nella mia casa!" ribatté Jean Paul. 
"Lo so perfettamente. Ma il tuo desiderio più grande era quello di conoscere il Natale dell'anno prossimo oppure di quello che verrà", affermò placidamente Marie. 
"Come fai a sapere di ciò che penso? Sei una piccola strega? In che anno siamo?" balbettò impaurito Jean Paul. 
"Non sono una streghetta. E, per caso e non comprendo la causa, aprendo il mio piccolo pacco ho sentito il tuo desiderio. L'anno in cui siamo può essere quello del tuo prossimo Natale oppure lontano dallo stesso." 
"Allora dimmi come sarà il Natale dell'anno prossimo o di quello del futuro?" replicò Jean Paul. 
"È molto semplice. Adesso ti faccio vedere il contenuto del mio regalo di Natale", incominciò a spiegare la bambina porgendo il piccolo pacco a Jean Paul. Quest'ultimo, con le mani tremanti, aprì il dono di Natale di Marie. C'era un biglietto con la parola «Più tempo con i genitori.» 

"Che significa tutto questo?" chiese il bambino. 
"Urrà, urrà!" esultò Marie. "Lo sapevo che, prima o poi, avrei avuto questo regalo. È il dono più bello per tutti i bambini del mondo, maggior tempo da trascorrere con i propri genitori." 
"E questo lo chiami un regalo?" sbuffò Jean Paul con un segno di disapprovazione. 
"Certo! È un vero e proprio regalo di Natale!" precisò, con forza, Marie. "Dimmi, la tua mamma ed il tuo papà quando tempo ti dedicano al giorno?" 
"Poco", fu la risposta di Jean Paul con un velo di tristezza sul viso. "Devono guadagnare molto denaro affinché tutta la famiglia abbia un tenore di vita molto alto." 
"Denaro? Tenore di vita? Cosa significano queste parole?" domandò la bambina. 
"Perché in questo anno il denaro non esiste?" ribatté Jean Paul. 
"Il denaro è un termine sconosciuto. Scusami della mia ignoranza", affermò, timidamente, Marie. "Come comprate tutto ciò che vi serve?" continuò il bambino. 
"Con i sorrisi, con gli abbracci, i baci o le parole d'amore", rispose Marie. 
"Spiegati meglio per favore", aggiunse Jean Paul. 
"Facile. Innanzitutto in questo anno bisogna distinguere tra gli acquisti materiali e quelli spirituali. Per i primi è sufficiente recarsi in un negozio qualsiasi."

Jean Paul la interruppe bruscamente. 
"Non riesco a capire. Siete completamente impazziti? Ma esistono ancora i giocattoli, i videogiochi, i monopattini elettrici?" 
"Nel periodo in cui viviamo c'è tutto questo. Lasciami finire. Allora, dicevo che per comprare un videogioco si va in un negozio", cercò di continuare Marie ma, fu nuovamente interrotta da Jean Paul. "Come fate a pagare un videogioco?" 
"Sei testardo!" esclamò la bambina. "Adesso ti risponderò. Sul cartellino del videogioco, del giocattolo o di qualsiasi altro oggetto materiale c'è scritto qualcosa." 
"Cosa? Cosa?" gridò, con foga, Jean Paul. 
"Calmati e te lo dirò", rispose Marie. "C'è scritto un sorriso, dieci sorrisi, cento sorrisi. Oppure un abbraccio, dieci abbracci, cento abbracci. Ancora un bacio, dieci baci, cento baci. E per finire: una parola d'amore, dieci parole d'amore, cento parole d'amore. È il prezzo dell'oggetto a seconda del suo valore." 
"È pura follia!" sussultò Jean Paul. "Come si acquista un giocattolo con un sorriso?" 
"È molto semplice. Si prende il giocattolo, Si legge il cartellino: ad esempio dieci sorrisi e si va alla cassa", spiegò la bambina. 
"Esiste anche una cassa ma, suppongo, senza denaro", biascicò Jean Paule. 
"Il denaro è qualcosa di incomprensibile", si affrettò a dire Marie. "Alla cassa si sorride dieci volte e l'oggetto diventa di proprietà dell'acquirente. Attenzione, però, il sorriso dev'essere sincero." 
"La commessa come farà a sapere quest'ultima tua affermazione?" domandò il bambino. 
"L'anno prossimo o l'anno che verrà ognuno di noi può conoscere realmente i sentimenti dell'altra persona. La bugia non esisterà più", concluse Marie. 
Jean Paul la guardò per alcuni minuti poi aggiunse: "Un automobile od un appartamento, ad esempio, costerà molti sorrisi?" 
"Questi oggetti possono avere un prezzo anche di mille parole d'amore", riprese a rispondere Marie. "Come si fa ad acquistare una casa con l'amore?" brontolò Jean Paule. 
"Un appartamento si acquisterà a rate. Mille parole d'amore dilazionate nel tempo: dieci parole d'amore in un mese quindi cento mesi per comprare una casa."

Jean Paule restò in silenzio. 
"Le parole d'amore a chi verranno indirizzate?" chiese Jean Paule. 
"Hai ragione ho dimenticato di raccontarti una cosa molto importante" ammise Marie. "Dieci sorrisi, trenta abbracci, cinquanta baci o ottanta parole d'amore, che possono essere il prezzo effettivo di alcuni oggetti, saranno dati alla cassa oppure al rivenditore di automobili od al proprietario di una casa. Questi ultimi li custodiranno in delle speciali ampolle di cristallo. Successivamente i sorrisi, gli abbracci, i baci e le parole d'amore andranno direttamente a coloro che ne hanno bisogno." 
"Chi sono queste persone?" domandò Jean Paule. 
"Esiste un oceano di gente che non ha avuto mai la fortuna di essere investita da un sorriso, di percepire il calore di un abbraccio, della magia di un bacio e dell'estasi di una sola parola d'amore." Jean Paule chiuse gli occhi. 
"Quali sono gli oggetti spirituali?" 
"Questo non l'ho spiegato ancora", affermò Marie. "Gli oggetti spirituali sono, ad esempio, il regalo che ho avuto per questo Natale: trascorrere più tempo con i miei genitori. Ne esistono anche degli altri. Un segreto che un papà può svelare ad suo figlio, una confidenza tra madre e figlia, un intreccio maggiore di sguardi tra i genitori e i propri bambini ed altro ancora." 
"È semplicemente meraviglioso. Quando accadrà tutto ciò che mi hai raccontato?" chiese Jean Paul unendo le mani in preghiera. 
"Quando ognuno di noi penserà, scriverà o parlerà solo con un unico alfabeto comune a tutte le nazioni del mondo: l'alfabeto del cuore."

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