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Accendi la notte di R. Bradbury



Il titolo originale del libro è Switch on the Night, una storia scritta da  Ray Bradbury e illustrata da Leo Dillon (e sua moglie Diane) Accendi la Notte nella traduzione di Carlo Fruttero e con i disegni di AntonGionata Ferrari.
Un bimbo è terrorizzato dal buio, in compenso adora lampade, torce, raggi e lanterne, la luce è la sua compagna ma, a causa di questa paura, si perde tutto quello che la notte offre (inclusi i giochi nei bei prati notturni alla luce flebile dei lampioni) fino a quando non gli si palesa una bimba di nome Buia (con capelli bui, occhi e vestiti bui) che, senza troppi preamboli, gli farà notare quanto questa paura lo renda solo e gli farà capire come gli interruttori non servono solo a spegnere le luci, ma anche ad accendere la notte. Il bimbo si lascia convincere da Buia a scoprire la notte: basta un click, per spegnere stavolta e non per illuminare, affinché finalmente la notte si accenda e riveli decine di meraviglie. Accendere la notte significa avere la possibilità di accendere i grilli, i ranocchi, le stelle, la luna tanto che il bimbo che aveva paura della notte scopre invece di adorarla.
L'unico libro per ragazzi del grande autore americano rappresenta un modo poetico per superare la paura del buio e scoprire la magia della notte, attraverso le atmosfere create da un maestro riconosciuto della letteratura mondiale. Età di lettura: da 4 anni.

Racconto liberamente tratto dal libro
C’era una volta un ragazzo cui non piaceva il buio.
Amava lanterne e lampade, torce e candele, fiammate e fasci di luce.
Ma non amava il buio, cioè la Notte. Non amava per niente gli interruttori della luce, perché gli interruttori spegnevano le luci gialle, quelle verdi e quelle bianche, le luci dell’ingresso, le luci di tutta la casa. Non avrebbe voluto per nessuna ragione toccare l’interruttore. E non sarebbe mai andato a giocare fuori, al buio.
Una notte, il ragazzo si aggirava tutto solo per la casa.
Mio Dio, che splendore di luci! Sembrava che la casa fosse in fiamme!
Tutto a un tratto sentì un tocco alla finestra.
Una ragazza stava là in piedi in mezzo alle luci bianche, le luci brillanti, le luci dell’ingresso, le luci piccole, le luci gialle, le luci calde.
Il mio nome è Buia – disse. Aveva i capelli scuri, gli occhi scuri, e indossava un vestito scuro e scarpe scure.

Tu sei triste e solo -disse. -Ti presenterò alla Notte e diventerete amici.
E spense una luce del portico.
Lo vedi – gli disse. – Non si è spenta la luce. No! Semplicemente si è accesa la Notte. Tu puoi accendere e spegnere la Notte, proprio come puoi accendere e spegnere la luce. E con lo stesso interruttore! Quando tu accendi la Notte, accendi anche i grilli! E accendi le rane. E accendi le stelle! Chi può sentire i grilli e le rane con le luci accese? Nessuno. Chi può vedere le stelle e la luna con le luci accese? Nessuno. Capisci che cosa stavi perdendo? Hai mai pensato di accendere i grilli e le rane? Hai mai pensato di accendere le stelle e l’immensa luna?
No – disse il ragazzo.
Bene, prova! – disse Buia.
E così fecero. Andarono su e giù per le scale per accendere la Notte.
Per accendere l’oscurità. Per far vivere la Notte in ogni stanza.
In quel momento il ragazzo fu davvero felice.

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