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Babbo Natale - 6 Dicembre


La storia di Babbo Natale

L’uso di fare doni ai bambini in occasione del solstizio d'inverno c'è sempre stato. Ma nel passato i regali non li portava Babbo Natale. A portare i regali ai bambini ci pensavano gli elfi, gli angeli, le fate, i Rè Magi, Santa Lucia, Gesù Bambino, la Befana. La figura di Babbo Natale si ricollega a San Nicola di Mira e a Sanctus Nicolàus, che operava già nel Medioevo.

Per diventare ciò che è attualmente, la leggenda e la storia di Babbo Natale - San Nicola dovette arrivare negli States al seguito degli immigrati olandesi e, infine, a New York trovò Clement Clark Moore, che nel 1822 scrisse per i suoi sei figli la poesia "A visit from St. Nicholas" in cui lo descriveva in vesti nuove.
Il successo fu immenso e lui, con i nomi di Santa Klaus, Father Christmas, Papa Noèl, Weithnachtsmann, diventò il più amato portatore di doni e regali.

Babbo Natale è vecchio con la sua lunga barba bianca ma giovane nel suo entusiasmo, complice e paterno. Il suo vestito rosso, ornato di pelliccia e il suo inconfondibile berretto, ricorda quello degli gnomi e anche lui porta un sacco (cornucopia). Babbo Natale saetta nel cielo su un carro volante pieno di regali e doni natalizi, ma poiché viene dal paese dei ghiacci, ha una slitta trainata da renne, mitica rappresentazione dell'inverno, in cui si sommano e si accavallano folletti, santi, dei e rè; è buono e tollerante. Non c'è carbone nel suo sacco e forse è proprio questo che spinge a diventar migliori. Entra misteriosamente dal camino o dalle finestre, provoca un pizzico di batticuore - quel tanto che ci vuole - lascia i regali, ammicca e se ne va.


Storia di Babbo Natale 

Nell'antica Roma imperiale, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, amici e parenti si scambiarono le prime "stranae" per festeggiare il "dies natalis" in una fredda notte d'inverno.
Natalis dies è il nome con cui nella religione romana si indica il giorno di inizio di un evento importante e la sua ricorrenza: la nascita di un individuo e il suo compleanno, la fondazione di una città e il suo anniversario, la dedica di un luogo sacro e la sua ricorrenza, l'inizio del regno di un sovrano e la ricorrenza della sua ascesa al trono. 
Agli auguri si accompagnarono cesti di frutta, dolciumi e doni di ogni tipo perché la nascita di Gesù e l'anniversario dell'ascesa al trono dell'imperatore divenissero il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l'intero anno.
Intorno al 1800 il rito trovò la sua personificazione in un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca, residente al Polo Nord, che aiutato da numerosi gnomi, costruirebbe giocattoli da distribuire come doni la notte di Natale, con l'ausilio di una slitta trainata da renne volanti e passando attraverso i camini delle case. 

Nella storia, esiste realmente un personaggio con queste caratteristiche. Si tratta di San Nicola. Nato a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia, nel IV secolo divenne vescovo di Myra e partecipò al Concilio di Nicea nel 325. Quando morì le sue spoglie furono deposte a Myra, fino a che nel 1087 vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono tutt'ora conservate. 

Una tra le più famose leggende, confermata da Dante nel Purgatorio (XX, 31-33) racconta che San Nicola, commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di lanciare per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze.

La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito, tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.

In versioni posteriori semplificate per i bambini, San Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre.

Secondo altre leggende, questo santo sarebbe entrato in possesso di un oggetto mitico, il Sacro Graal, che, oltre ad essere responsabile della sua capacità di regalare in abbondanza, fu anche causa del trafugamento delle sue spoglie per volere di papa Gregorio VII.
In ogni caso San Nicola divenne nella fantasia popolare "portatore di doni", compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (San Nicola, appunto) o addirittura nella notte di Natale.
Nel sedicesimo secolo, dopo la Riforma, i santi non erano in auge in Europa. Era perciò necessario che qualcuno prendesse il posto di San Nicola e distribuisse i doni a Natale. 

In Inghilterra un allegro vecchio personaggio dei giochi dei bambini, noto come Babbo Natale, ne assunse il compito.

Anche la Francia scelse il suo Babbo Natale, mentre in Germania il buon Gesù, o Gesù Bambino, distribuiva i doni.

Negli Stati Uniti il suo nome divenne Kris Kringle, ma i pionieri olandesi portarono in America San Nicola (Sinter Klass) e lo chiamarono Santa Class, che in inglese divenne ben presto Santa Claus.

Gli scrittori e gli artisti trasformarono il vescovo col suo manto e la mitra in una figura con la barba bianca, il manto e il cappuccio.
Nessuno sa come il cavallo bianco di San Nicola si sia trasformato in un gregge di renne, però un libro del XIX secolo mostra una illustrazione in cui egli compare con una sola renna.

Nel 1882 il Dr. Clement Clarke Moore scrisse una poesia per i suoi figli su Santa Claus in cui descrisse ben otto renne nominandole tutte. 

In Svezia, invece, è ancora rappresentato circondato da caprioli.

Il Babbo Natale inglese assunse aspetti simili alla sua controfigura americana, ed oggi Babbo Natale e Santa Claus sono diventati la stessa persona.


San Nicola
Santa Claus deriva dal nome latino di San Nicola: Sanctus Nicolaus. Nella prima metà del IV secolo d.C. nella ricca città di Mira, in Asia Minore, viveva un vescovo davvero molto speciale, San Nicola, del quale, in mancanza di notizie storiche certe, si tramandano molte leggende. Scopri perchè le origini di Babbo Natale sono fondate anche sulla tradizione di San Nicola... 


Nella prima metà del IV secolo d.C. nella ricca città di Mira, in Asia Minore, viveva un vescovo davvero molto speciale, del quale, in mancanza di notizie storiche certe, si tramandano molte leggende.
Il suo nome era Nicola e proveniva da una ricca famiglia di mercanti. Una volta devoluto l'intero patrimonio in opere di bene, decise di prendere i voti per dedicare la sua esistenza al Signore.

Si racconta, infatti, che un giorno, passando dietro la porta di una misera casa, intese tré fanciulle singhiozzare. «Nostro padre non ha i soldi per provvedere alla nostra dote, così non potremo mai sposarci e ci toccherà condurre una vita miserevole!» dicevano le tré ragazze, lamentandosi della loro sorte. Il vescovo allora, senza farsi riconoscere, se ne andò in una taverna lì vicino e prese a parlare con l'oste.

«Lei sa chi abita nella casupola dirimpetto alla strada?» chiese, senza dare troppa importanza alla sua domanda.
«Come no,» rispose l'oste ben contento di poter attaccare discorso con qualcuno «quella è la casa del povero Melampo. Egli ha ben tré fìglie, ragazze giudiziose e molte devote, ma purtroppo senza futuro dal momento che la miseria in cui vive quella famiglia è così grave che la sera spesso non hanno neppure l'olio per accendere la lampada e far luce. Così quelle poverette dovranno rassegnarsi a una vita di stenti e di accattonaggio e non troveranno mai chi le vorrà sposare.» Quello che sentì bastò a Nicola per decidere d'intervenire a loro favore.
La notte seguente, vestito di un nero mantello per non farsi riconoscere, fece scivolare sotto la porta della casa di Melampo tré sacchetti pieni di monete d'oro. Il giorno seguente la gioia delle tré ragazze fu massima in quanto con quel gesto provvidenziale uno sconosciuto, sicuramente illuminato da Dio, aveva risolto in un sol colpo tutti i loro problemi. Pagati tutti i debiti contratti nel frattempo e rimessa a nuovo la casa in modo decoroso, provvidero a dotarsi di nuovi vestiti e nel breve volgere di qualche mese furono tutte in grado di trovare marito e di assicurare una serena vecchiaia al loro padre.



Un altro giorno Nicola, che si trovava in viaggio, sentendo nell'ora del mezzogiorno risvegliarsi l'appetito, decise di scendere da cavallo e di sostare presso una vicina taverna per rifocillarsi. Ora il nome della taverna era già di per sé di cattivo auspicio, dal momento che l'insegna riportava la scritta "La luna nera", ma l'impressione che ne ebbe Nicola fu ancora peggiore quando vi entrò e vide il padrone. Questi era un grosso e losco individuo, dai capelli unti e dalle sporche e grasse mani, con occhi spiritati e la bocca atteggiata a un ghigno malefico. Il nostro vescovo, illuminato allora dal Santo Spirito, comprese che un orribile delitto si era compiuto nelle stalle di quella taverna dove una forza inferiore sovrannaturale lo spinse ad andare. Fu così che scoprì che l'oste dall'aspetto orribile aveva ucciso, a scopo di rapina, annegandoli in un grosso tino, tré giovani ragazzi che avevano passato la notte in quella taverna. Pregando intensamente il Signore, Nicola ottenne la grazia di riportare in vita i tre giovanetti che si risollevarono dal grosso tino, festosi e riconoscenti.




Orbene, non avremmo mai conosciuto queste storie leggendarie che hanno per protagonista san Nicola se, sul finire del 1100, dei devoti marinai italiani, giunti in terra d'Oriente, non avessero deciso di caricare sulle loro navi le preziose spoglie di quel santo per portarle a Bari. Si racconta anzi che, proprio in quel viaggio di ritorno, gli stessi marinai furono testimoni di altri prodigi in quanto all'apparire della nave che trasportava le sacre reliquie tutte le tempeste si chetavano e venti propizi la conducevano in porti più sicuri. Fu così che egli divenne il protettore dei marinai e di numerose città marinare.


San Nicola, lo ricordiamo, è anche il santo patrono della Russia cattolica e della Chiesa Cristiana Ortodossa.

Forse per la generosità che in vita aveva sempre dimostrato, alla figura di questo santo viene fatta coincidere quella di un altro uomo molto generoso, che nella santa notte di Natale si aggira per le case dei bambini addormentati per portare loro doni e dolciumi.

Pére Noel in Francia 

In lingua francese Babbo Natale ha il nome di «Pére Noèl» ed è raffigurato come un dolce vecchietto dalla soffice barba bianca e dal sorriso dolce che se ne va in giro appoggiandosi a un bastone fatato con al termine una stella brillante. Babbo Natale in Francia.
Le mamme in Francia raccontano questa storia ai loro bambini.


Un tempo il crudele Erode mandò le sue truppe armate in giro per il regno col compito di uccidere tutti i bambini di età inferiore ai tre anni: tra questi ci sarebbe stato sicuramente anche il Bambin Gesù. Si racconta che Maria e Giuseppe, avvertiti dall'angelo Gabriele, si incamminarono verso l'Egitto a dorso del loro asinello per fuggire a questo destino. Orbene, dopo una lunga giornata di cammino la cavalcatura era stanca e Maria scese al bordo della strada con in braccio il bambinello, mentre Giuseppe se ne andò a cercare una pozza d'acqua dove poter abbeverare l'animale. La Madonna stava allattando il piccolo Gesù quando da lontano cominciò a sentire fischi e grida e il suolo rimbombare degli zoccoli dei cavalli. «I soldati di Erode!» esclamò spaventata e subito si diede a cercare un posto dove nascondersi. Si avvicinò a un cespuglio di rose e disse: «Roseto, pianta di rose, ti prega una mamma addolorata che teme per il suo bambino, fiorisci tutto così che possiamo nasconderci tra i tuoi rami!». Ma la pianta di rose rispose: «Vai lontano da qui, che i soldati non ti vedano vicino a me e rovinino la mia bellezza!». Allora la Madonna si avvicinò alla pianta che produce chiodi di garofano e la pregò: «Pianta dei chiodi di garofano, ti prega una mamma spaventata per il destino del suo bambino, fiorisci, così che possiamo nasconderei tra i tuoi rami!». Ma quella pianta non si curò di lei e disse: «Non vedi che ora sono impegnata:
vai piuttosto da quel cespuglio di salvia che non ha altro da fare che carità!»
La Madonna allora si avvicinò alla pianta della salvia che senza nemmeno essere pregata, capendo l'incombenza del pericolo, fiorì tutta improvvisamente e infoltì i suoi rami con nuove foglie al punto che Maria e Gesù ne rimasero tutti coperti, invisibili a chiunque. Passarono infatti i soldati a cavallo senza scorgerli. Maria tremava però dalla paura che il Bambino si mettesse a piangere. Ma ancora una volta la pianta della salvia venne in loro soccorso: con le sue foglie e il suo profumo rassicurò Gesù addormentandolo. Dopo un po' Giuseppe tornò dalla fonte e Maria rimontò in groppa al docile asinelio riprendendo tranquillamente il suo cammino.
Fu così che da quel giorno la pianta delle rose ebbe spine e quella che produce i chiodi i garofano fiori dal profumo sgradevole. La salvia invece fu benedetta dalla Madonna e per questo ha mille proprietà curative, tant'è che un vecchio proverbio francese recita «chi si dimentica della salvia, non ama la Madonna».

In Francia la notte di Natale è chiamata anche la «notte dei miracoli».
Si racconta infatti che alcuni minatori, decenni fa, assistettero per caso a uno spettacolo tremendo, mentre si attardavano a scavare una galleria durante la notte di Natale. Allo scoccare del dodicesimo rintocco, le rocce delle montagne, come gli scogli in fondo al mare, si aprirono d'un colpo, rivelando ai loro occhi immensi tesori nascosti al centro della terra. I minatori, invece di santificare la nascita del Bambin Gesù, si lasciarono ingannare dall'avidità e dalla cupidigia, tralasciando ogni preghiera e ogni atto di omaggio al figlio di Dio, e si addentrarono in quelle profondità. Subito le rocce si richiusero alle loro spalle, inghiottendoli per sempre. C'è chi dice che ancor oggi, nelle notti di luna piena, quando il vento tace, si sentono quei minatori gemere alla ricerca di una via d'uscita da quelle oscure profondità.

Si crede infine che, allo scoccare della mezzanotte della notte santa, gli animali della fattoria acquistino il fantastico dono della parola. Maiali, cavalli, buoi, pecore, tutti possono parlare tra loro la nostra lingua e così scambiarsi preziosi segreti sugli esseri umani e sui loro errori. Sarebbe proprio curioso ascoltare i loro discorsi, ma guai a chi si trova a origliare dietro le porte delle stalle o dei pollai! Può diventare sordo o addirittura morire.

I Re Magi e il Natale in Spagna

I bambini della Spagna ricevono i regali quando ormai le festività natalizie sono terminate ed esattamente il 6 gennaio, la festa che noi chiamiamo dell'Epifania e in cui si festeggiano los Reyes magas, ovvero i Rè Magi.



Queste figure appaiono anche nei Vangeli in cui si parla di sapienti, venuti dal lontano Oriente, richiamati da un fenomeno astronomico particolare che doveva annunciare un grande evento. La tradizione poi fìsso il loro numero in tré chiamandoli Melchiorre, Baldassarre e Gaspare. Si vollero immaginare come dei rè potenti e ricchissimi che si misero in cammino sui loro cammelli sotto la guida di una stella cometa per andare ad adorare quello che sarebbe diventato il salvatore del mondo, il sovrano più potente che fosse mai esistito.
Non solo in Spagna si racconta anche che i Rè Magi portarono a Gesù dei doni simbolici:
l'oro, che veniva a quel tempo riservato soltanto ai sovrani,
l'incenso che veniva bruciato solo in onore delle divinità,
la mirra che veniva utilizzata nell'antichità durante le cerimonie funebri e che doveva essere il simbolo della futura resurrezione di Cristo.
Chi porta i regali in Russia? 

Nelle lunghe notti invernali, i papà della Russia raccontano ai loro bambini questa storia...


Babouscka la nonnina porta regali, il nonno Gelo
C'era una volta una vecchia donna che viveva da sola nella sua casetta di tronchi al margine della foresta. La notte in cui nacque Nostro Signore era seduta sulla sua sedia a dondolo con una pesante coperta di lana addosso e fissava le fiamme che danzavano nel caminetto. Improvvisamente si sentì bussare alla porta. Di malavoglia si alzò e andò ad aprire;  le apparvero sulla soglia tré uomini con vesti regali che la chiamarono subito Babouscka, che in russo significa nonnina, e le dissero: «Stiamo viaggiando da molto tempo e veniamo da molto lontano. Ci siamo fermati nella tua casa per annunciarti che il Bambin Gesù è nato stanotte a Betlemme. Gli stiamo portando dei doni. Vieni con noi, Babouscka !».
La vecchina era ora incuriosita da questa storia, ma quando sporse un attimo il naso fuori dalla porta e sentì il gelo che spirava in quella notte, si ritirò al calduccio della sua casa e lasciò che i tré rè se ne andassero per la loro strada. Stava ormai per coricarsi, ma le parole che le erano state annunciate non la lasciarono dormire e ora rimpiangeva l'opportunità persa. Appena giunse l'alba si infilò la sua mantella di lana, il fazzoletto sui capelli e gli stivali da neve e partì con un cesto pieno di palline dorate, di giocattoli di legno, di ninnoli scintillanti. Andava a cercare il Bambin Gesù senza però sapere in quale direzione andare dal momento che si era dimenticata di chiedere ai tré rè dove fosse mai Betlemme. Si dice che questa vecchietta Babouscka sia ancora in viaggio e che nonostante tutti gli anni ormai passati a cercare, notte e giorno, in ogni angolo della terra non abbia ancora trovato il Bambin Gesù. 


In Russia i doni li porta comunque anche Babbo Natale che qui viene chiamato Nonno Gelo. È un vecchio dalla lunga e candida barba, tutto vestito di bianco con gli abiti decorati di cristalli di ghiaccio e fiocchi di neve. Si racconta infatti che sia esistito da sempre e che sia il padrone del gelo, della neve, della grandine, della pioggia e di qualunque maltempo porti con i l'inverno.
Santa Claus in Inghilterra 

Anche in Inghilterra il Natale è una festa molto sentita. Babbo Natale è rappresentato secondo la tradizione, cioè come un dolce vecchietto dalla lunga barba bianca con addosso panni di un rosso vivido, bordati di pelliccia bianca.

In Inghilterra le strade vengono decorate con luminarie e festoni di piante sempreverdi, mentre le vetrine dei negozi e le finestre delle case sono ornate di neve artificiale e merletti che riproducono le geometrie perfette dei cristalli di neve. Su ogni porta viene appesa una ghirlanda come segno di buon augurio mentre i fidanzati si baciano sotto rami di vischio promettendosi eterno amore.
La grande attenzione che in questo Paese viene riservata alle festività natalizie ha fatto in modo che molte tradizioni, dapprima patrimonio esclusivo degli inglesi, siano state adottate anche in Europa e nell'America del Nord, aree geografìche dove tuttora si perpetuano.
Un dolce della tradizione natalizia inglese è il Christmas Pudding che richiede una lunga e laboriosa preparazione. Ha la caratteristica di poter essere conservato per molti mesi. È ricco di zenzero, noce moscata, mandorle, uva sultanina, ciliegie e agrumi canditi. Viene servito leggermente caldo con del burro sbattuto a frusta con del brandy.
Natale in Svezia 
Nel Natale in Svezia la tradizione vuole che a portare i regali ai bambini sia Santa Lucia
Lucia era una ragazza siciliana, che, conosciuto il lieto annuncio del Vangelo, decise di convenirsi alla religione cristiana. A quel tempo la Sicilia era una colonia romana in cui imperversava il paganesimo, con i suoi numerosi dei dell'Olimpo.
Lucia era figlia di un ricco nobile della città di Siracusa ed era, oltre che molto dolce e amorevole, anche molto bella. I suoi genitori avevano deciso di maritarla con un uomo importante, ma Lucia rifiutò quel matrimonio, perché il suo sposo non era cristiano e perché aveva deciso di dedicare la propria vita al Signore. Questa decisione non venne però rispettata dai suoi famigliar! e, anzi, iniziò nei suoi confronti una persecuzione senza precedenti, tesa a farle cambiare idea.
Quando fu certo che Lucia non si piegava al volere altrui, ne rinnegava la propria fede, le vennero dapprima strappati gli occhi e poi fu privata della vita.

Da allora questa santa il giorno del suo martirio, che è il 13 dicembre, porta doni ai bambini buoni. In Svezia l'amore che i bambini hanno per santa Lucia è molto profondo e radicato. Durante il periodo natalizio si possono vedere spesso delle piccole bambine bionde in giro per le strade, con addosso una candida tunica e sul capo una corona di candeline accese.

Babbo Natale in Australia 

Non tutti trascorrono il Natale al freddo e al gelo, Babbo Natale in Australia arriva dal mare con il surf e non con la slitta trainata dalle renne.

Le immagini tradizionali del Natale sono per noi legate a paesaggi invernali di tranquille località montane. Cosa sarebbe infatti il Natale senza la bianca, soffice neve, senza le renne di Babbo Natale, senza le sciarpe di lana e i guanti per ripararsi dal freddo?
Eppure c'è chi lo trascorre al caldo, in piena estate. In Australia e in tutti i Paesi della fascia equatoriale, per esempio, le temperature raggiungono in questo periodo i 30°, cosicché le famiglie approfittano delle festività natalizie per godersi le meritate vacanze al mare.
In Australia sembra che non ci sia niente di meglio di un bei bagno rinfrescante allo scoccare della mezzanotte, per scacciare un po' l'afa e festeggiare al fresco la nascita del Bambino Gesù. In Australia esiste la figura di Babbo Natale che è molto simile a quello americano: l'unica differenza è che, invece di giungere con il suo carico di doni dal cielo e poi infilarsi nei camini delle case, qui arriva cavalcando le onde dell'oceano su un surf!
La cena di solito prevede il sacrificio di un tacchino (per il tacchino alcune festività sono proprio tristi: cosa farebbero senza di lui le famiglie americane il giorno del Ringraziamento?), oltre a prosciutto, carne di maiale arrosto e dolci. Una attrattiva turistica è quella di organizzare delle sontuose cene in riva al mare, per esempio a Bondi Beach, una località a est di Sydney che in quel periodo attira migliala di persone in Australia.

tratto da: ilnatale.org 

Dimora di Babbo Natale 

La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni. Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l'occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese; in Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca in un villaggio vicino alla ben più grande città finlandese di Rovaniemi, in Lapponia esattamente sul Circolo Polare Artico. Secondo i norvegesi la sua residenza è Drøbak, dove si trova l'ufficio postale di Babbo Natale. Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove viene identificato con San Basilio viene talvolta fatto abitare a Cesarea in Cappadocia.


Con l'avvento di Internet, sono stati pubblicati alcuni siti web affinché i bambini e gli adulti interessati potessero simbolicamente seguire via radar il percorso di Babbo Natale. In realtà si tratta di un jet della US Air Force che parte da una base canadese per arrivare a Città del Messico, ma l'intento di seguire le gesta di Babbo Natale sono di molto precedenti.
Ad esempio, nel 1955 Sears Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs, negli Stati Uniti, distribuì ai bambini il fantomatico numero di telefono di Babbo Natale, da chiamare il giorno della vigilia. Per un errore di stampa il numero corrispondeva però al comando della difesa aerea, che allora si chiamava CONAD (Continental Air Defense Command), un precursore del NORAD (North American Aerospace Defense Command). Harry Shoup, il comandante di turno quella sera, quando cominciò a ricevere le prime telefonate dei bambini si rese conto dell'errore e disse loro che sui radar c'erano davvero dei segnali che mostravano Babbo Natale in arrivo dal Polo Nord. Dal 1958, anno di creazione del NORAD, statunitensi e canadesi hanno approntato un programma congiunto di monitoraggio di Babbo Natale, che ora è disponibile sul sito web del comando della difesa aerea. Allo stesso modo, molte stazioni televisive locali sparse per il Canada e gli Stati Uniti danno conto ai propri telespettatori della posizione di Babbo Natale, facendolo seguire dai propri meteorologi. Sono anche disponibili alcuni siti web che seguono Babbo Natale tutto l'anno, mostrando le attività che si svolgono presso la sua fabbrica di giocattoli. In molti casi sono pubblicati anche indirizzi e-mail a cui inviare una versione più moderna delle letterine cartacee a Babbo Natale.

Vigilia di Natale 

Negli Stati Uniti la tradizione vuole che la sera della vigilia di Natale si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale; in Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry. I bambini inglesi e statunitensi lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l'anno avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci, anche se questa pratica sembra ormai in disuso.
Secondo la tradizione olandese di Sinterklaas, invece, i bambini "mettono fuori la scarpa", ovvero riempiono una scarpa con del fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la sinterklaas avond).
La mattina del giorno successivo il fieno e la carota sono stati sostituiti da un regalo, spesso una figurina di marzapane. Ai bambini cattivi si diceva che avrebbero trovato una fascina, ma questa usanza ormai è stata abbandonata.
Lettera a Babbo Natale 

L'abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che risale a molto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista dei giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni. Alcuni sociologi hanno scoperto che le lettere scritte dai bambini e quelle delle bambine sono di tipo diverso; le bambine di solito scrivono lettere più cortesi e più lunghe, anche se le loro richieste non sono superiori a quelle dei bambini, e usano più espressioni per parlare della natura del Natale. Nelle lettere delle bambine si trovano anche più spesso richieste di regali destinati ad altre persone.

In molti paesi, le Poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari. In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0 (in riferimento all'espressione "ho ho ho!" di Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. In altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all'infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere. 

tratto da: it.wikipedia.org


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