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IL VECCHIO CHE SALVÒ GLI ANIMALI DELLA FORESTA (LEGGENDA KAYAPÒ )



Un tempo gli Indios cacciavano con una facilità estrema: non era necessario avventurarsi, come si fa oggi, per giorni e giorni nella foresta, correndo numerosi pericoli; era sufficiente fare pochi passi nel folto della vegetazione, gridare o percuotere tra loro due pezzi di legno, che qualunque animale rispondesse al richiamo, chiedendo innocentemente: "Che c'è?".
Sí, in quel tempo, ogni animale parlava la lingua degli Indios, i quali, naturalmente, ne approfittavano chiedendo subito dopo alla povera creatura dove si trovasse in quel momento.
Questa, del tutto ignara della sorte che stava per toccarle, rispondeva candidamente: "Eccomi, sono qui, dietro questo cespuglio!", decretando cosí la sua fine.
Per questo motivo, la caccia era molto facile e gli Indios facevano delle vere e proprie stragi di animali.
C'era, nel villaggio, un vecchio che osservava, giorno dopo giorno, con preoccupazione, il continuo sterminio delle creature della foresta. Egli meditò a lungo e concluse che, se gli Indios avessero continuato ad uccidere ogni giorno cosí tanti animali, ben presto questi sarebbero scomparsi e la foresta sarebbe stata avvolta da un lugubre silenzio di morte.
Si recò, allora, in modo deciso nella foresta e cominciò a chiamare i rappresentanti di ogni specie animale che, come sempre, si avvicinarono senza timore.
In men che non si dica, il buon vecchio fu circondato da una moltitudine di esseri: una tartaruga, una scimmia, un tapiro, un formichiere, un cervo e così via.
Egli si sedette tranquillamente sulla terra e, fumando la sua pipa, raccontò a tutti dello sterminio che stava succedendo e del rischio di estinzione che ogni specie correva.
Per risolvere il problema c'era un'unica soluzione: tutti gli animali dovevano dimenticare la lingua degli Indios e imparare a fuggire al primo comparire dell'uomo.
Fu in quel momento che gli animali capirono ciò che stava succedendo e, seguendo il consiglio del buon vecchio, dimenticarono presto la lingua indigena e cominciarono a esprimersi con versi incomprensibili per l'uomo.
Impararono inoltre a nascondersi e a fuggire appena sentito il suo inconfondibile odore. Riuscirono cosí a sopravvivere e a riprodursi per generazioni e generazioni, tramandandosi, fino ai nostri giorni, in modo riconoscente, il ricordo del buon vecchio.

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